Un giorno e una notte a Lisbona: cosa vedere

In questa estate 2021 in cui alcuni di noi hanno ricominciato a viaggiare, molti amici e conoscenti mi hanno scritto per chiedermi informazioni su cosa vedere e cosa fare a Lisbona. Quasi tutti sono passati da Lisbona solo per poi andare a fare un giro del Portogallo o per andare al mare in Algarve, quindi si sono fermati poco: un giorno, due, massimo tre.

All’ennesimo invio di informazioni via whatsapp ho pensato: perché non scrivere un post?
Quindi ecco qua una minuscola guida per un minuscolo periodo a Lisbona.

Ipotizziamo che siate a Lisbona di mattina, e che dormiate in centro. Come prima cosa vi consiglio di andare a fare colazione in un bar e chiedere un galão oscuro e una torrada (un caffellatte e del pane tostato con burro che però descritto così non rende perché è super) oppure andate a mangiare un pastel de nata alla Manteigaria in rua do Loreto 2. Chi mi conosce sa che sono una fan della Pastelaria de Belem, ma negli ultimi anni per fortuna altri (non tanti) hanno imparato a fare pasteis molto simili agli originali quindi va bene anche la Manteigaria.
Poi, una volta incamerate le energie per la giornata, andate a cercare la fermata del tram 28. Sì lo so, è turistico. Succede che molte attrazioni belle siano turistiche, nel senso di “amate dei turisti”, sarebbe strano il contrario. Poi c’è un tema importante: oggi Lisbona non è ancora piena come nell’era pre-covid, quindi potreste riuscire a salire sull’electrico giallo e magari trovare posto a sedere. Io vi consiglio di partire da praça Luis de Camões (tutto per me parte da quella piazza, forse anche perché la storia della letteratura portoghese parte proprio da Camões, che per i portoghesi è un po’ come Dante per noi) e di dirigervi verso l’Alfama.
In teoria con il 28, una volta trovato posto a sedere (in piedi è un po’ scomodo), potreste rilassarvi, osservare la città dal finestrino e decidere di scendere dove più vi ispira, però, dato che avete poco tempo, io vi consiglio di scendere alla fermata Miradouro Sta Luzia, ovvero uno dei punti panoramici più spettacolari della città. Una volta fatte le seicento fotografie di rito, potete proseguire verso Largo Portas do Sol, un altro incredibile punto panoramico: le fotografie che farete da lì sono fra le più iconiche di Lisbona. In pratica scatterete delle cartoline.

A questo punto potete perdervi. Non scherzo, perdetevi: siete nell’Alfama, il quartiere più antico di Lisbona, l’unica zona rimasta in piedi dopo il disastroso terremoto del 1755, un’area fatta tutta di stradine, vicoletti, profumo di bucato, voci che arrivano dalle finestre aperte: perdetevi. Mantenete una vaga idea di andare verso la Mouraria, ma girovagate un po’, spendete del tempo, siate lenti. Lo so, siete qua solo per poco, ma Lisbona è la città della lentezza. Godetevela.

Se volete potete andare al castelo de São Jorge. Non è il mio posto preferito ma può piacere, e di sicuro anche da lì la vista è spettacolare.

Vi renderete conto di essere arrivati nella Mouraria (avete google maps, vero?) perché sarete passati da un quartiere tipico ma molto turistico (l’Alfama) a un quartiere altrettanto tipico ma che ancora lotta per restare autentico. E ve ne renderete conto anche perché comincerete a incontrare i volti delle fadiste e dei fadisti della storia dipinti sui muri: il fado è la Mouraria, e viceversa. Scendendo verso la parte bassa della città arriverete in Praça Martim Moniz, che è una piazza non bella ma interessante perché simbolo della multiculturalità di Lisbona ma anche per la sua storia faticosa e sfortunata, come potete leggere qui.

Da lì potete proseguire verso Largo de São Domingos: entrate nella chiesa di Sao Domingos e cercate su google la sua storia (un giorno scriverò un post sull’argomento, non oggi). Quando verrete a fare uno dei nostri weekend LuzBoa UpNDown, questo sarà un passaggio fondamentale per capire la storia di Lisbona: vi spiegherò tutto per bene 🙂

A questo punto dovete assolutamente provare la ginjinha. Lo so, non avete ancora pranzato, me ne rendo conto, ma siete accanto a due dei posti più autentici: A Ginjinha, a due passi dalla chiesa in cui siete appena stati, e Ginjinha sem rival, in rua das Portas de Santo Antão 7. Sceglietene uno e provate un bicchierino del liquore più famoso del Portogallo. Vi chiederanno “con o senza”, e intenderanno le ciliegie: a voi la scelta di mangiare anche un po’ di frutta, che si sa, fa bene.

Proseguendo per rua das Portas de Santo Antão potrete vedere uno dei luoghi più belli e assurdi di Lisbona: la casa do Alentejo. Entrate, girate per le sale (non tutte sono aperte al pubblico), leggete la sua storia, respirate un’atmosfera totalmente diversa, riposatevi. E se al vostro viaggio manca ancora qualche giorno, leggete Requiem, di Antonio Tabucchi: quando sarete alla Casa do Alentejo capirete il perché.

Ora, avete camminato tanto e forse avete anche bevuto una o due ginjinhe, probabilmente avete appetito. Dove siete in questo momento ci sono tanti ristoranti molto buoni, io vi consiglio di provare una delle tante tascas (piccole trattorie o bar con pochi piatti tipici): potreste tornare verso la Mouraria e andare da Ze da Mouraria o da Ze dos Cornos, o se no, proseguendo verso la Baixa, potreste optare per un posto un po’ più elegante e storico, Martinho do Arcada, in praça do Comercio: attenzione, quando arriverete lì ci sarà il tavolo di Fernando Pessoa ad aspettarvi, e sarebbe bello raccontarvi tutto su di lui e su quanto sia stato importante per la letteratura portoghese ma ahimè avete deciso di andare a Lisbona senza di me quindi niente 😀

A questo punto siete nella Baixa, detta pombalina perché dopo il terremoto del 1755 è stata ricostruita tutta grazie al Marques de Pombal, artefice della rinascita della città.
Il mio posto del cuore è praça do Comercio, anche chiamato Terreriro do Paço: una volta qua c’era il porto di Lisbona e la piazza era un continuo brulicare di persone e di carretti con merci di ogni tipo. Oggi non ci sono più navi in arrivo e in partenza, non ci sono più scambi commerciali, ma per me qui, in questa piazza enorme e bianca è rimasta la storia, il profumo, la straordinaria bellezza di questo paese di navigatori.

Dopo esservi persi di nuovo, ma questa volta fra le vie dritte e perfette della Baixa, ora potete tornare verso il Chiado e potete andare a vedere il convento do Carmo. Anche questo è un punto importantissimo per la storia del Portogallo, soprattutto per la storia della rivoluzione dei Garofani del 1974 (a proposito: se vi capita, prima di partire guardate il film Capitani d’aprile).

Da largo do Carmo potete percorrere rua da Condessa: non vi dico nulla, arrivate fino al fondo e poi voltatevi verso destra.

Ok, una volta vista la sorpresa, dirigetevi verso il senso opposto e raggiungete rua Garrett. Meritate un caffè, e meritate un caffè proprio dove lo beveva Fernando Pessoa, quindi sedetevi a un tavolino della Brasileira. Fra l’altro qua il caffè è anche uno dei migliori di Lisbona, quindi molto bene.
Qua potete fare un po’ di shopping, oppure potete andare a vedere la libreria (funzionante) più antica del mondo: la Bertrand.

A questo punto secondo me comincerete a essere un po’ stanchi quindi se fossi in voi farei un piccolo giro al Bairro Alto e poi andrei a godermi il tramonto al miradouro di Santa Caterina, proprio vicino a dove siete ora, e aspetterei l’ora di cena bevendo una birra (una imperial, si dice) al chioschetto o un cocktail alla Pharmacia – Chef Felicidade, lì dietro.
Se invece siete stoici e volete ancora vedere qualcosa, potete prendere un autobus o un taxi (o un Uber) e andare a vedere il quartiere di Belem, che è uno dei più imponenti della città.

Una piccola idea: dal molo di Alcantara (che è fra il centro e Belem) partono le barche a vela su cui si può prendere l’aperitivo al tramonto. Io l’ho fatto una volta, è un modo interessante per vedere la città da un altro punto di vista. Potete trovare questi mini tour ovunque, ma secondo me la cosa più comoda è cercarli fra le Esperienze di Airbnb.

Ok, ora dovete per forza essere stanchi. Per cena vi consiglio tre posti, a seconda di cosa vi piace di più:
– Se volete una tipica tasca portoghese: oltre alle due già citate, Cabaças, in rua das Gaveas, nel Bairro Alto: pesce ottimo, ma da provare è la carne sulla pietra calda.
– Se volete provare il bistrot di uno chef stellato, Henrique Sá Pessoa, Tapisco, nel Bairro Alto: piatti eccellenti, prezzi moderati.
– Se volete fare un’esperienza diversa: andate a Cais do Sodré, prendete il traghetto per Cacilhas e andate a mangiare in uno dei ristoranti specializzati in frutti di mare. Il mio preferito è O Farol, ma sono tutti ottimi. E indimenticabile è la vista di Lisbona di notte.

Se poi siete Superman o Wonder Woman e le gambe vi reggono ancora, potreste voler bere qualcosa: io fossi in voi andrei al Bairro Alto in uno dei tanti bar, ma a questo punto avete tanta scelta. La zona dei Docas, uno dei roof top bar sparsi per la città, la zona di Santos…insomma, a quel punto dovete solo capire di cosa avete voglia. Lisbona è lì, pronta a soddisfare i vostri desideri.

Pubblicato da Valentina Stella

Torinese, vivo in Lussemburgo, scrivo, racconto la cultura portoghese e organizzo weekend a Lisbona. Ho scritto Se mi lascia non vale, per Zandegù, e Il resto è ossigeno, per Sperling & Kupfer.

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